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venerdì 7 marzo 2008

Helen Keller



"Le cose migliori e piu belle del mondo non possono essere viste e nemmeno toccate. Bisogna sentirle con il cuore."






Sono stata nominata per vari giochini e premi, prometto alle agazze che pubblicherò quanto prima ma oggi si parla d'altro!





Mi è venuto in mente un Film che avevo visto da piccola, si intitolava Anna dei miracoli, e devo ammettere che ne sono rimasta molto colpita. Oggi volevo raccontarvi la storia di una persona fantastica, che è il personaggio non protagonista del film di cui vi ho appena parlato.








Helen Keller nasce in una località chiamata Ivy Green, vicino Tuscumbia (Alabama), dal Capitano Arthur H. Keller e da Kate Adams Keller. Alla tenera età di 19 mesi, si ammala gravemente: i dottori descrivono la malattia come "un acuta congestione dello stomaco e del cervello" (probabilmente scarlattina o meningite). La malattia non dura a lungo, ma la porta alla cecità e sordità totale. Per comunicare con i genitori, la piccola Helen inventa una serie di segni convenzionali (all'età di sette anni, saranno circa 60).Nel 1886, sua madre Kate resta colpita da un resoconto di Charles Dickens su American Notes, in cui si parla di un tentativo coronato da successo di mandare a scuola una bambina cieca e sorda di nome Laura Bridgman. Kate Keller si reca così da uno specialista a Baltimora, che a sua volta mette in contatto la famiglia Keller con l'esperto locale, Alexander Graham Bell (all'epoca impegnato nella cura di bambini sordi).Bell suggerisce alla coppia di contattare la scuola dove la piccola Laura Bridgman è stata educata, il Perkins Institute for the Blind (nel sobborgo "irlandese" di South Boston). La scuola affidò il compito di istruire ed educare la piccola Helen ad Anne Sullivan, ex allieva dell'istituto stesso ed essa stessa parzialmente cieca, all'epoca poco più che ventenne. È l'inizio di un rapporto che durerà quasi mezzo secolo.
La Sullivan, per prima cosa, chiede ed ottiene il permesso dal padre di isolare la bambina dal resto della famiglia, vivendo insieme a lei in una dependance nel giardino di casa. Il primo obbiettivo era quello di insegnare la disciplina ad Helen, che era stata viziata dai genitori fino a quel momento.
Il primo grande passo in avanti nella comunicazione per Helen avviene quando, sentendo dell'acqua fredda (che la Sullivan stava facendo uscire da una pompa) scorrerle sul palma della mano, riesce a comprendere il concetto di "acqua". Da quel momento, Helen non smetterà più di chiedere alla sua maestra il nome di tutti gli altri oggetti a lei familiari (compresa la sua amatissima bambola).
Nel 1890, Helen scopre la storia di Ragnhild Kåta, una ragazzina norvegese anch'essa cieca e sorda che è riuscita ad imparare a parlare. Il successo di Raghnild spinge Helen (che all'epoca aveva dieci anni) ad imparare a parlare. Anne Sullivan nel frattempo continua ad educare Helen attraverso il metodo Tadoma (ovvero, toccare le labbra e la gola di chi sta parlando) e attraverso l'alfabeto manuale. Più tardi, Helen Keller imparerà a leggere anche l'inglese, il francese, il tedesco, il greco e il latino in Braille.
Nel 1888, Helen inizia a frequentare la Perkins School for the Blind. Nel 1894, si trasferisce assieme ad Anne Sullivan a New York per frequentare la Wricht-Humason Schiil for the Deaf. Nel 1898, tornano nel Massachusetts e Helen entra alla The Cambridge School of Weston. Due anni dopo (1900), viene ammessa al Radcliffe College, dove si laurea magna cum laude (1904) all'età di 24 anni. Diventa così la prima persona cieca e sorda a laurearsi in un college.






Fonte Wikipedia

4 commenti:

Irene ha detto...

io l'ho visto a tratro due volte ed ogni volta e' stato veramente emozionante, non sapevo che fosse una storia vera ma quello che ci hai raccontato a maggior ragione fa riflettere sulle capacita' e le risorse che l'uomo puo' mettere in atto. Se poi pensiamo al periodo storico chissa' che fatica e che volonta' per riuscire.
un bacione
Irene

Laura ha detto...

Proprio vero Irene, chissà che bello vederlo a teatro ... spero di riuscire a vederlo prima o poi!
ciao
Laura

Anonimo ha detto...

Ciao Laura!! non mi odiare..
ti ho nominata per un gioco!
ciao barby5875

le ricamine del giovedi ha detto...

Anch'io ho visto questo film, moltissimi anni fà, ma me lo ricordo benissimo perchè anche a me aveva colpito molto.
Questa storia è bellissima perchè ci insegna che se vogliamo, se ci impegnamo possiamo ottenere. E' una speranza per tutti.
A volte ci arrabbiamo per cose stupide.. e non pensiamo a quando siamo fortunati.
ciao
manuela