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lunedì 20 agosto 2007

Diverse specie dell'animale suocera

Ammettiamolo. Quando si parla di suocere le cose non viaggiano sempre nello stesso modo. Per esempio può
capitarti un fidanzato pessimo con un'orribile mamma oppure un moroso magnifico con una fantastica madre.
Però molto più spesso le categorie si mescolano e può toccarti in sorte un boyfrend adorabile con una madre insostenibile o ancora un marito stronzo con una mamma meravigliosa.
Io sono stata fortunata. Con le suocere. Coi fidanzati meno. A volte mi spiaceva di più lasciare mia suocera che non suo figlio. Ma non va sempre così. E il cielo può regalarti brandelli d'inferno.
Ecco le quattro tipologie di suocera peggiori. La più comune è la suocera "tromba d'aria". Quella che ti piomba
tra capo e collo e ti rivolta la casa. Fa il letto, stacca le tende, prepara le polpette, rampogna il figlio e mentre fa questo, parla. Parla e ancora parla. Apre una parentesi dopo l'altra. Il segreto per capire quel che dice è appuntarsi subito il soggetto del discorso sull'angolo del grembiule. E poi pregare che passi. Come tutte le calamità naturali.
Tutt'altra solfa è la suocera "lagna". Che ne ha sempre una. Dice che muore, ma non muore mai. L'unico guizzo di vita le viene parlando di malattie. "Pensa Fernanda della merceria che le han sfilato la vena safena e da allora pende a sinistra. O Signur. E il povero Pierino? Proprio adesso che è andato in pensione e poteva star tranquillo ha scoperto che a suo figlio piacciono i maschi."
Sempre meglio questa che la suocera "strega merdaccia". Una rospa gonfia di odio che fa finta di amarti. Falsa come un anello da cartoleria. Il suo sogno nel cassetto? Che si apra una voragine al centro della terra e inghiottisca la nuora così che il figlio torni tra le sue braccia. Persino il giorno del matrimonio non è riuscita a fare gli auguri alla coppia. Mentre lanciava il riso in faccia alla sposa gridava a squarciagola "W lo sposo!".
E per finire la migliore. La suocera "uccel di bosco". Che non c'è mai. E' una specie di spirito, un fantasma, un ologramma. Viaggia, gioca a bingo, fa l'università della terza età, esce con le amiche, nuota e va al cinema. Però non ti tiene il bambino perchè non ci ha più l'età. Comunque ti adora. Sta sempre dalla tua parte. E sai perchè? Perchè ci ha il sacrosanto terrore che tu pianti suo figlio e lui torni al mittente. E lei se lo ritrovi di nuovo a pesarle sulle croste.

da "La principessa sul pisello"
Luciana Littizzetto

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